Nel corso del primo anno di attività, l’EARA si è occupata di porre le basi per promuovere nell’immediato futuro una serie di importanti iniziative a carattere conoscitivo, ciò al fine di far conoscere all’opinione pubblica, e senza inutili e controproducenti allarmismi, i pericoli e le patologie – fra tutte i terribili mesoteliomi – legate all’impiego dell’amianto; le problematiche di carattere legislativo-previdenziale (in un’ottica EU) e giuridico ad esso correlate; lo stato dell’arte, da un lato, sui progressi compiuti sino ad oggi dalla ricerca medico-scientifica per sconfiggere tali malattie e, dall’altro (ambientale), sulla prevenzione, con le necessarie bonifiche dei siti inquinati. La European Asbestos Risks Association onlus è giunta ora al suo secondo anno di vita. La cosa positiva, dopo oltre un anno di intensa attività portata avanti prevalentemente grazie alle erogazioni liberali da parte dei soci, è che nell’anno appena trascorso, e ciò a partire dal mese di agosto, sono state assegnate alla nostra associazione le prime erogazioni dei finanziamenti concessi dalla Regione FVG, per la precisione dall’Assessorato alla Salute e Protezione Sociale, seguiti in novembre da quelli concessi dall’assessorato regionale al Volontariato, il tutto pari all’80% dell’importo complessivo.
1. Proiezione documentario ‘ANNO 2018: VERRA’ LA MORTE’ e dibattito
L’EARA onlus, in collaborazione con il gruppo consiliare FVG della Sinistra Arcobaleno, ha presentato il documentario ‘ANNO 2018: VERRA’ LA MORTE. L’amianto in corpo. Tutti lo sapevano, tranne loro: i lavoratori’, di Giuliano Bugani e Salvo Lucchese, con fotografie di Massimiliano Valentini. L’evento ha avuto luogo presso la Sala ‘Tessitori’ del Consiglio regionale FVG in piazza Oberdan 5 a Trieste, venerdì 6 marzo 2009 alle ore 17.00, durante il quale è stato proiettato un documentario di denuncia sociale frutto di un’inchiesta giornalistica sui lavoratori esposti all’amianto. Tale inchiesta, che ha raccolto ampi consensi anche nel mondo della critica con premi e menzioni, riferisce sugli effetti dell’esposizione all’amianto di ex lavoratori nelle fabbriche italiane. Il lavoro, corredato da un’efficace fotografia, si avvale di interviste ad ex lavoratori, familiari delle vittime dell’amianto, medici, magistrati, e nelle quali si evidenziano le assenze delle istituzioni e – in alcuni casi – dei sindacati, riguardo la pericolosità del contatto con l’amianto. Tra il 2015 e il 2020, l’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede in Europa centinaia di migliaia di morti per esposizione. Ma il documentario pone intelligentemente tre interrogativi: dov’è l’amianto oggi? E poi anche, quale riflessione che deve tramutarsi in forte determinazione: cosa possiamo (dobbiamo) fare prima di quelle date? Ed infine: cosa dobbiamo fare perché la strage abbia termine?
Realizzato nel 2008, il documentario mette in evidenza denunce sociali come la presenza dell’amianto in moltissime fabbriche metalmeccaniche, nella raffineria dell’olio da tavola, olio di semi filtrato con polvere di amianto, e le tubature in amianto di tutti gli acquedotti pubblici italiani. Tuttavia, sin dalla prima presentazione del DVD sono emerse altre denunce dal pubblico presente in sala, come la presenza dell’amianto negli edifici pubblici, nelle scuole, nei pavimenti di molte palestre, nei fondi stradali, nei zuccherifici, ecc. L’EARA, nel constatare che la pur pesante situazione del Friuli Venezia Giulia è solo parzialmente presente nel documentario con i cantieri navali di Monfalcone, ne sottolinea la validità e l’importanza al fine di denunciare – senza allarmismi e catastrofismi – all’opinione pubblica il “problema amianto” che ora dev’essere affrontato soprattutto in termini di “salute” ed “ambiente”. Sono intervenuti alla presentazione l’autore Giuliano Bugani, l’europarlamentare Roberto Musacchio (PRC), con moderatore il presidente EARA onlus, dott. Roberto Fonda.
2. Giornata mondiale delle Vittime dell’Amianto
Nell’ottica della sempre più marcata collaborazione transfrontaliera fra le varie realtà che si occupano di problematiche socio-sanitarie ed ambientali a livello non solo locale ma europeo, si è inserita l’importante manifestazione della Giornata mondiale delle Vittime dell’Amianto che quest’anno è stata celebrata – sempre nella fatidica data del 28 aprile – in Croazia a Kostrena (Fiume/Rijeka) presso la sala convegni della adiacente chiesa di Santa Barbara, non lontana dalla vetusta quanto inquinante raffineria petroli di Urinj. Un servizio giornalistico televisivo è stato dedicato alla manifestazione dal Primo Canale della HRTV, intervenuta sul posto con un intervistatore e due operatori.
Promotrice dell’incontro è stata ancora una volta l’EARA onlus di Trieste, la quale, unitamente ai propri partners veneti della “AeA ed altri Rischi Ambientali” ed al sindacato “Zveza SABS” di Nova Gorica, nonché in collaborazione con la ONG Ekokvarner di Njivice (Isola di Veglia) e l’Associazione ambientalista “Udruga Barbarinac” di Spalato, ha voluto portare quest’anno in Croazia l’evento di cui sopra. Tutto in un’ottica di solidarietà e sussidiarietà, come peraltro sottolineato dal presidente EARA, Roberto Fonda, nel corso del suo intervento alla folta ed attenta platea: una trentina gli italiani, così anche gli sloveni e circa altrettanti i croati. Erano altresì presenti, in quanto coinvolti dall’EARA per la comunanza degli interessi, anche delegazioni di SPI-CGIL e dell’ANAP di Trieste.
Il momento clou della manifestazione è stata la proiezione in sala di uno scioccante documentario dell’imprenditore zagabrese Zvonimir Habus sulla disastrosa situazione ambientale a Spalato, Vranjic, Biograd (Zaravecchia) e Lamjana, ove non si contano le discariche abusive di amianto e soprattutto, cosa ben più tragica, sono in vertiginoso aumento le morti da malattie amianto correlate. Coadiuvato dall’intervento di Grgo Mandic, presidente dell’Associazione Malati da Asbesto di Vranjic, un tempo incantevole località storico-turistica non lontana da Spalato ove sorge la fabbrica ora dismessa della Salonit, specializzata nella produzione di manufatti di cemento-amianto (il famigerato Eternit) e chiusa a furor di popolo nel 2007 (il proprietario, ricercato dalla magistratura con ordine di cattura, è a tutt’oggi latitante in Bosnia), Habus ha snocciolato cifre poco rassicuranti per quel che concerne la notevole quantità di fibre d’amianto presenti in un metro cubo d’aria (in Italia e Slovenia tale misura è in fibre/litro, ovvero decimetro cubo). In particolare egli si è soffermato sulle grosse difficoltà incontrate a seguito degli insormontabili ostacoli frapposti da lobbies politico-imprenditoriali presenti nel suo Paese, rendendo in pratica eludibili le stesse limitate, ma pur sempre giuste, tutele previste con l’unica legge attualmente vigente; a nulla sono servite le puntuali denunce sul mancato rispetto delle suddette norme, come testimoniato dalle esplicite immagini del foto-documentario e dalle testimonianze dei relatori, che anzi hanno subito (e subiscono) azioni di mobbing ed ostracismo.
Numerosi gli oratori succedutisi al tavolo dei lavori, fra i quali ricorderemo – oltre a Vjeran Pirsic (Ekokvarner), Veljko Mikelic (UNHCR), Bojan Goljevšček (presidente Zveza SABS), Paolo Hikel (EARA), Carmelo Mandosio (AeA Veneto). Quest’ultimo, memore delle sue esperienze in Italia risalenti agli anni Ottanta, ha affermato – provocatoriamente ma anche per testimoniare solidarietà – di non essersi meravigliato tanto delle immagini proposte poiché “ erano cose già viste”. Altro discorso – proseguiva – riguarda invece “le vittime” (impressionante la slide con l’elenco dei morti per malattie asbesto correlate, soprattutto i micidiali mesoteliomi). E proprio su questa triste evidenza, purtroppo, si deve puntare per “convincere l’ignara opinione pubblica” e quindi le autorità preposte.
Hanno preso poi la parola i due parlamentari croati dello schieramento di opposizione (SDP): gli onorevoli Mirela Holy (vice-presidente della Commissione tutela ambientale del Parlamento di Croazia) e Ivica Pancic. Tanto la Holy quanto Pancic hanno evidenziato l’ignoranza della popolazione croata su tali problematiche, che colpevolmente vengono tenute nascoste anche dai media, le inchieste insabbiate dalla magistratura, le direttive europee in materia di bonifica dei siti inquinati e smaltimento dell’amianto disattese o applicate in maniera maldestra (come, ad esempio, la costruzione di un campo di calcio per ragazzi in Dalmazia sopra una discarica abusiva di eternit maldestramente bonificata), il trasporto su gomma dei residui di amianto con autocarri scoperti, lo stoccaggio del materiale inquinante nei cortili all’aperto della Salonit, senza protezioni ed esposti ai venti che così favoriscono l’aerodispersione delle fibre. È scientificamente testato che la Bora e la Tramontana trasportano le polveri sottili con i loro micidiali contenuti, tra cui le fibre dell’amianto, anche per centinaia di chilometri in poche ore, per cui è corretto affermare l’esistenza anche “di fatto” della macroarea socio-sanitaria ed ambientale.
Il dialogo fra Paesi/Regioni contermini si è arricchito con le dichiarazioni del vice-presidente dell’EARA Bojan Goljevšček, che ha da poco festeggiato il decennale della nascita della Zveza SABS in Slovenia: un decennio di dure battaglie che stanno dando dei frutti positivi, ma – indubbiamente – con l’EARA si può ottenere una “massa critica” importante per poter dare valide risposte sui problemi dell’amianto anche con gli aiuti EU. Vjeran Pirsic (Ekokvarner) ha sottolineato quanta rilevanza rivesta la comunicazione, sia nei confronti dell’opinione pubblica che delle Istituzioni, e confida nel successo di questa collaborazione internazionale anche per recuperare il tempo perduto. Si è rimarcato infine, da parte del moderatore del convegno Veljko Mikelic, della mancanza in Croazia dei registri sia degli esposti che degli ammalati, ed in particolare di un registro dei mesoteliomi; in sostanza la necessità di dotarsi di un’efficace strumento epidemiologico.
Si è quindi deciso una presa di posizione ufficiale attraverso l’invio di lettere alle massime Autorità della Croazia per l’avvio di una “nuova stagione di fattiva collaborazione” non senza affermare che le Autorità EU saranno allertate ed informate sull’effettiva volontà di portare a soluzione le problematiche esposte; tutte le altre realtà che costituiscono l’EARA si sono dichiarate pronte a fornire la loro collaborazione per consentirne la più rapida esecuzione possibile. Allo studio vi è anche una tavola rotonda internazionale con la presenza di europarlamentari ed esperti. Il giorno prima di Kostrena, per la precisione lunedì 27 aprile, durante la conferenza stampa tenutasi presso la Sala Verde del Consiglio regionale a Trieste per l’annuncio della manifestazione, il presidente della Commissione regionale amianto del Friuli Venezia Giulia, prof. Mauro Melato, reduce da un incontro con l’assessore alla Sanità Kosic, ha portato un saluto d’augurio con il plauso dell’Assessore stesso su quanto l’EARA sta facendo in termini di nuove esperienze transregionali e transnazionali in merito alle problematiche socio-sanitarie che accomunano le Genti contermini: Kosic stesso è promotore di un progetto dal titolo “la Salute senza confini”. Erano presenti alla conferenza stampa alcuni cronisti delle testate giornalistiche ‘Primorski Dnevnik’, ‘Antenna Tre’ e ‘La Voce del Popolo’ di Fiume.
3. Visita al Centro di Riferimento Oncologico – CRO di Aviano (PN)
Il 5 agosto il presidente Fonda, il segretario e due membri del Consiglio direttivo dell’EARA si sono recati in visita al Centro di Riferimento Oncologico – CRO di Aviano (PN) su gentile invito della dirigenza del Centro stesso. E’ stato possibile per gli ospiti constatare l’eccellenza delle strutture di degenza e dei servizi offerti agli ammalati, nonché apprezzare la grande professionalità ed umanità del personale medico ed infermieristico ivi operante.
4. Progetto Interreg III ITA – SLO, incontro preliminare di Trieste
Mercoledì 2 settembre 2009, presso la Sala Fenice del Centro Servizi Volontariato, a Trieste ha avuto luogo una riunione preliminare per verificare se vi è la possibilità di partecipare al bando per l’accesso ai fondi europei Interreg III Italia – Slovenia con la presentazione di un progetto strategico. Erano presenti per la EARA onlus il presidente Fonda, il segretario Sghedoni, il consigliere Diminich e il responsabile affari esteri Tomatis; sono altresì presenti la dott.ssa Marjeta Tercelj (Klinicni Center di Ljubljana – SLO, Istituto di Broncopneumologia); il dott. Ales Rozman (Bolnisnica Golnik, Ljubljana); il dott. Paolo De Paoli (direttore scientifico CRO Aviano); il dott. Valentino Patussi e la dott.ssa Barbara Ban (UOPSAL Trieste); il prof. Giuliano Zabucchi (Università degli Studi di Trieste) unitamente alle ricercatrici dott.sse Borelli, Casarsa e Vita; il prof. Mauro Melato (Anatomopatologo e presidente della Commissione Regionale Amianto); il dott. Roberto Ferri (ASL n. 2 ‘Isontina’ – Federsanità/ANCI); il dott. Angelo Viscovich (AICCRE).
Nel corso dei lavori, il presidente EARA, dottor Roberto Fonda, dopo aver esordito con un breve sunto delle attività svolte dal sodalizio, ha colto l’occasione per presentare la dottoressa Marjeta Tercelj, responsabile dell’Istituto di Broncopneumologia del Klinicni Center di Lubiana, nonché membro della Commissione nazionale Amianto della Repubblica di Slovenia. Fonda riferisce dell’incontro avuto con la Tercelj il 17 agosto 2009 presso lo stesso Istituto lubianese, constatando da parte della sua interlocutrice piena volontà di collaborazione e di grande interesse nei confronti di una possibile futura partnership per quello che concerne il progetto Interreg ITA-SLO, la cui scadenza è stata fissata per il 15 ottobre 2009 e di cui l’EARA curerà la parte amministrativa e burocratica.
L’incontro di cui sopra, tuttavia, non ha purtroppo avuto ulteriori riscontri, a seguito della rinuncia, peraltro senza spiegazione alcuna, da parte dei partners sloveni a proseguire nella collaborazione con l’EARA. Tutti i tentativi, successivi alla riunione, di mettersi in contatto con la dr. Tercelj ed il dr. Rozman sono risultati vani e pertanto non è stato possibile partecipare al relativo bando europeo per l’accesso ai fondi Interreg III.
5. Conferenza stampa ANAP-EARA sul tema della tutela previdenziale dei lavoratori del comparto marittimo ai sensi dell’inapplicata legge 257/92
L’Associazione Nazionale Assistenza Pensionati (ANAP) e la European Asbestos Risks Association (EARA) onlus, in collaborazione con il Consiglio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, rappresentato dai Consiglieri Bucci (PdL), Kocjancic (PRC), Lupieri (PD) e Moretton (PD), hanno indetto una conferenza stampache ha avuto luogo mercoledì 7 ottobre presso la Sala Tessitori, in piazza Oberdan 5 a Trieste sul tema della tutela previdenziale dei lavoratori del comparto marittimo ai sensi dell’inapplicata legge 257/92. Iniziativa promossa a seguito della recente delibera consigliare assunta all’unanimità in favore di una categoria di lavoratori che nel Friuli Venezia Giulia ha rappresentato una gloriosa tradizione apprezzata in tutto il mondo. Un servizio con intervista ai relatori è stato realizzato dalla locale ‘Telequattro’ e mandato in onda sul telegiornale della sera. Il quotidiano ‘Il Piccolo’ ha inviato un suo cronista, il cui articolo tuttavia – per ignoti motivi – non è stato poi pubblicato.
6. Seminario multidisciplinare ‘Amianto, una questione irrisolta
L’EARA onlus, con il supporto di alcuni studenti del “Master in Comunicazione della Scienza” a cura della SISSA di Trieste, ha organizzato un Seminario dal titolo ‘Amianto, una questione irrisolta’, rivolto in particolare agli studenti universitari. L’incontro ha avuto luogo martedì 17 novembre 2009 presso la Sala Tessitori del Consiglio regionale dalle ore 9 alle 13.30. Il Seminario aveva l’obiettivo di presentare un quadro multidisciplinare sulle problematiche dell’amianto per quel che riguarda la salute e l’impatto sociale, le bonifiche ambientali, nonché gli aspetti legislativo e giuridico. Vi sono state le testimonianze di Paolo Hikel, ex console della Compagnia portuale di Trieste, consigliere EARA onlus; di Mauro Melato, presidente della Commissione regionale Amianto; di Renata De Zotti, della Medicina del Lavoro (Registro mesoteliomi), di Claudio Bianchi, Anatomopatologo (Lega Tumori Monfalcone), di Antonio Traficante, (Direttore regionale INAIL Friuli Venezia Giulia); di Roberto Riverso, Magistrato del Tribunale del Lavoro di Ravenna); di Orfeo Sbaizero (Facoltà di Ingegneria dell’Università di Trieste); di Francesco Addobbati, esperto di Ecologia ambientale.
Considerate le molteplici implicazioni dell’argomento, il seminario si è rivolto agli studenti di diversi Corsi di laurea, in particolare a quelli di Medicina e Chirurgia, Ingegneria, Giurisprudenza, Scienze ambientali biologiche e naturali, Scienze della Formazione e Psicologia. L’iniziativa ha inteso sensibilizzare e coinvolgere “scientificamente” gli studenti che saranno chiamati a svolgere la loro futura professione in una società la quale, negli anni a venire, dovrà affrontare le conseguenze della presenza dell’amianto. Articoli giornalistici sull’iniziativa sono stati pubblicati sui locali quotidiani ‘Il Piccolo’ e, con grande rilievo, dal ‘Primorski Dnevnik’.
7. Convegno internazionale “Amianto: lo stato dell’arte. Ambiente e Salute”
Il Convegno internazionale “Amianto: lo stato dell’arte. Ambiente e Salute”, programmato ed organizzato per il mese di novembre dalla nostra associazione in collaborazione con Federsanità-ANCI Friuli Venezia Giulia ed AICCRE, con il contributo degli assessorati regionali alla Salute e al Volontariato e con il patrocinio di Comune e Provincia di Trieste, si è invece svolto sabato 13 febbraio 2010 presso la Sala Oceania nel Centro Congressi della Stazione Marittima di Trieste dalle ore 8.30 alle ore 13.40. La manifestazione ha avuto per oggetto una verifica sulle possibilità di poter dare una risposta positiva alla diagnosi precoce e alla cura delle malattie asbesto-correlate. Il Convegno si è rivolto anche a tutti coloro che hanno lavorato in ambienti contaminati dall’amianto, alle persone che hanno contratto una patologia ad esso correlata, ma soprattutto agli studenti universitari (in special modo a quelli delle facoltà di Medicina, Ingegneria e Biologia), e segnatamente ai ricercatori di dette facoltà e dipartimenti, oltre agli operatori presenti nelle Aree di Ricerca e delle strutture sanitarie d’eccellenza presenti nella Provincia di Trieste e in tutta la regione Friuli Venezia Giulia. Convegno il quale – come è ben noto a tutti – ha riscontrato un successo tale da autorizzare l’EARA a redigere un documento di sintesi con le priorità necessarie ad un migliore conseguimento degli obiettivi prefissati, e – non ultimo – il completamento di un’identità riconosciuta nel contesto europeo (EU) transfrontaliero (GECT), in un ambito socio-sanitario ed ambientale.
Hanno partecipato al Convegno in qualità di relatori le seguenti persone:
- Dr. Pieraldo Canessa (Professore ordinario di Anatomia patologica, Dipartimento di Patologia Umana ed Oncologia, Università degli Studi di Siena), che ha parlato su ‘Le patologie respiratorie causate dall’amianto’;
- Dr. Luciano Mutti (Presidente GIMe – Gruppo Italiano Mesotelioma, Dipartimento di Medicina, ASL n. 11, Borgosesia – VC), su ‘Terapie traslazionali del mesotelioma pleurico’;
- Dr. Valerio Gennaro (medico epidemiologo presso l’Istituto nazionale di Ricerca sul Cancro), su ‘Il registro mesoteliomi della Regione Liguria’;
- Dr. Jadranka Tocilj (medico della Clinica Universitaria di Spalato), la cui relazione sulla situazione dell’amianto in Dalmazia è stata letta dal dr. Veljko Mikelic (consulente ONU).
- Prof. Giuliano Zabucchi (Professore ordinario, Dipartimento di Scienze della Vita, Università degli Studi di Trieste), su ‘Coordinamento e collaborazione nella ricerca sulle malattie asbesto correlate’;
- Dr. Marko Vudrag (Capo-dipartimento di Ecologia della Salute, Igiene ed Epidemiologia, Istituto di Salute pubblica, Ljubjana), su ‘Conseguenze recenti dell’amianto sulla salute’;
- Dr. Paolo Bonivento (responsabile scientifico e direttore ricerca e sviluppo ARCADIA SIT srl), su ‘Potenziali scenari di interazione analizzabili attraverso i sistemi informativi territoriali: distribuzione geografica dell’asbestosi’;
- Prof. Claudio Bianchi (Anatomopatologo, Lega Italiana contro i Tumori, Ospedale ‘San Polo’, Monfalcone), su ‘Asbesto e mesotelioma: le linee strategiche delle tesi negazioniste’.
In qualità di moderatore è stato chiamato il prof. Emilio Mortilla, presidente della Ageing Society – Osservatorio Terza Età di Roma. E’ intervenuto – fra gli altri ospiti – il sig. Lodovico Nevio Puntin, segretario regionale AICCRE, il quale ha relazionato sulla Macroarea socio-sanitaria ed ambientale, e sul ruolo della stessa associazione in tal contesto.
Nel corso del 2009, l’EARA ha partecipato con propri delegati ad una serie di importanti manifestazioni a livello provinciale, regionale e nazionale, fra le quali vanno citate: il I Convegno regionale ISDE Italia al Castello di Duino (16 maggio); il XIII Congresso ‘La salute nel respiro’ del Centro regionale Formazione Area Cure Primarie a Grado (24 settembre); la World Asbestos Conference a Taormina (1 – 3 ottobre), organizzata dall’ISPESL; il Convegno ‘L’Amianto nella provincia di Trieste’ al Parco ex OPP di Trieste (26 ottobre), organizzato dalla SCPSAL; la II Conferenza naz. Amianto a Torino (6 – 8 novembre), organizzato dalle AieA; il Convegno della Federsanità ANCI sul tema ‘La salute in tutte le politiche. Piano socio-sanitario regionale e la Tallinn Charter’, tenutosi a Gorizia il 4 dicembre. Oltre – naturalmente – ad altri incontri italo-sloveni a Nova Gorica, Vrtojba e Gorizia nel mese di ottobre per verificare la possibilità di accesso ai fondi europei Interreg III, in particolare per la realizzazione del progetto ‘SIP-Work’ in partnership con la nostra socia Zveza SABS.
Il presidente,
Paolo Tomatis<\p>