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	<title>EARA - European Asbestos Risks Association</title>
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	<description>EARA - European Asbestos Risks Association</description>
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		<title>Nota sull’audizione con la III commissione sanità del 22 giugno 2010</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 18:03:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PaoloR</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Martedì 22 giugno alle ore 14.45, l’EARA, rappresentata dal presidente Tomatis, dal segretario Milazzi e dal responsabile della comunicazione Fonda, sono stati ricevuti dal presidente della terza Commissione del Consiglio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Giorgio Venier Romano, che ha brevemente presentato agli altri Commissari i rappresentanti dell&#8217;associazione European Asbestos Risks Association (EARA) onlus. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì 22 giugno alle ore 14.45, l’EARA, rappresentata dal presidente Tomatis, dal segretario Milazzi e dal responsabile della comunicazione Fonda, sono stati ricevuti dal presidente della terza Commissione del Consiglio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Giorgio Venier Romano, che ha brevemente presentato agli altri Commissari i rappresentanti dell&#8217;associazione European Asbestos Risks Association (EARA) onlus.</p>
<p>L&#8217;associazione, fondata nel 2008, ha l&#8217;obiettivo di perseguire &#8211; attraverso un&#8217;attività di sensibilizzazione e informazione &#8211; il miglioramento della qualità di vita degli esposti all&#8217;amianto, con particolare attenzione anche nei confronti di altri fattori di rischio e per la salvaguardia della salute. Obiettivo essenziale: la promozione della ricerca medico-scientifica e la creazione di un sistema informativo diffuso su un territorio comprendente il Friuli Venezia Giulia, il Veneto, la Carinzia, la Slovenia e le Contee Istriana e Litoranea &#8211; montana della Croazia, nell&#8217;ottica dell&#8217; Euroregione.</p>
<p>&#8220;L&#8217;amianto è un problema senza confini &#8211; ha detto il presidente dell&#8217;associazione Paolo Tomatis &#8211; e la prevenzione è fondamentale. La nostra intenzione è prevenire il contatto con questa sostanza, facendo azioni di sensibilizzazione e informando la popolazione, affrontando poi di seguito il problema delle bonifiche. La mappatura è fondamentale in questo senso&#8221;. Roberto Fonda, assieme a Renato Milazzi, ha evidenziato l&#8217;importanza della comunicazione e della collaborazione con gli enti regionali e associazioni internazionali. Le richieste avanzate alla III Commissione dalla EARA sono di entrare nella Commissione regionale sull&#8217;amianto e garanzie per ricevere fondi dalla Comunità europea.</p>
<p>Il consigliere Sergio Lupieri (PD) ha chiesto che la mappatura dei siti contaminati svolta dall&#8217;ARPA, possa essere messa a disposizione delle Province e dei Comuni. Il centro di raccolta di amianto di Porcia è occupato per meno della metà. Molto c&#8217;è da fare, ha detto Lupieri.</p>
<p>Il segretario EARA Milazzi ha sottolineato le difficoltà finanziarie del Volontariato a partecipare ai progetti della EC a valere sui fondi FERS (INTERREG, Sanità, etc.) per mancanza della “sostenibilità finanziaria” sulla quota di partecipazione che, anche se relativamente marginale, rappresenta un valore aggiunto dal punto di vista strategico per l’aggiudicazione dei progetti stessi. Così come non può pepetuarsi il male cronico di ottenere i fondi regionali, peraltro previsti per Legge, con forti ritardi, tali da configurare un’operatività completa soltanto per un terzo dell’anno di competenza.</p>
<p>Un problema che potrebbe essere risolto con un “fondo di garanzia” al fine di consentire gli anticipi pro quota, in attesa del rimborso.</p>
<p>Il responsabile della comunicazione EARA onlus, Fonda, ha illustrato i punti salienti della memoria precedentemente presentata alla Commissione che di seguito pubblichiamo. Un accento particolare è stato posto sui programmi rivolti ai giovani come i seminari per studenti (quest’anno rivolti a quelli degli ultimi anni delle superiori). Corsi itineranti che, dopo quello per universitari svolto lo scorso anno a Trieste, quest’anno si terrà a Gorizia (con valenza transfrontaliera) ed i prossimi a Udine e a Pordenone.</p>
<p>E’ stata altresì sottolineata l’importanza di informare il Consiglio regionale sugli sviluppi di quanto fatto dall’EARA onlus, al di là dell’importante ruolo delle commissioni consiliari competenti, la sensibilizzazione dei consiglieri stessi per delle possibili ed auspicabili modifiche e/o nuove proposte di leggi regionali. Così infatti si sta cercando di fare per il comparto dei lavoratori marittimi, il quale a tutt’oggi risulta completamente dimenticato dalla legge 257/92 (e quella successiva &#8211; di fatto &#8211; è stata dichiarata inutile). Lavoratori costoro per i quali una mozione con delega al presidente Renzo Tondo di intervenire presso la Conferenza delle Regioni aveva di recente ottenuto la lodevole approvazione all’unanimità dello stesso consiglio regionale FVG.</p>
<p><strong>PROMEMORIA AUDIZIONE COMMISSIONE SANITA’</strong></p>
<p><strong>Premessa</strong></p>
<p>L’EARA (European Asbestos Risks Association) onlus si caratterizza, nell’ampio panorama del volontariato sociale, sanitario ed ambientale in generale ed in quello degli esposti amianto in particolare, per svariati motivi:</p>
<ul type="disc">
<li>ha fatto proprio il principio (sancito nello statuto) della sussidiarietà che è il principio cardine nella UE, con ciò ponendosi come partner delle istituzioni;</li>
<li>in ottica europeistica transfrontaliera, abbandonando il localismo ma ponendo al centro il FVG, ha assunto dimensione europea (Veneto, FVG, Slovenia, Croazia e – auspicabilmente in tempi brevi &#8211; la Carinzia) sin dalla nascita;</li>
<li>ha voluto privilegiare con la sua attività gli obiettivi sanitari, segnatamente con particolare attenzione alla ricerca medica, incentivandola e promuovendola;</li>
<li>il previsto picco di malattie asbesto correlate e decessi fra il 2018 ed il 2025, rappresenta un’opportunità da cogliere “tutti insieme”, non essendoci tutt’ora né diagnosi né cure efficaci;</li>
<li>ritenendo di perseguire una sfida non soltanto nei confronti dell’amianto, punta anche su un’opinione pubblica informata senza drammatizzazioni, ed in particolare sui giovani;</li>
<li>facendo proprio il concetto che non vi sarà più esposizione quando l’amianto sarà completamente “bonificato”, promuove altresì – sempre però in modo innovativo e con attenzione alla ricerca – processi di mappature e inertizzazione dei derivati dell’amianto (come il cemento-amianto, l&#8217;eternit, etc);</li>
<li>punta decisamente sui fondi europei per realizzare tali scopi, ed in ciò deve riuscire ad ottenere la necessaria copertura/sostenibilità finanziaria richiesta (per fini di capacità ad anticipare, per un massimo di 18 mesi, le spese relative alla quota di partecipazione).</li>
</ul>
<p>Per quanto sopra, anche per l&#8217;indubbio successo riscontrato con il Convegno internazionale &#8216;Amianto, lo stato dell&#8217;arte. Ambiente e salute&#8217; tenutosi lo scorso 13 febbraio con la collaborazione ed il sostegno degli Assessorati della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia di Salute e Volontariato, nonché dell&#8217;AICCRE e della Federsanità-ANCI, sono state fatte proprie, sotto la denominazione &#8216;Carta di Trieste&#8217;, dal convegno stesso le seguenti priorità:</p>
<ol>
<li>La stipula di una convenzione fra Regione FVG, Università degli Studi ed Area Science Park per una ricerca specifica finalizzata alla diagnosi precoce delle malattie asbesto correlate;</li>
<li>La in-formazione ai medici di base per quanto riguarda le denunce inerenti tali malattie;</li>
<li>La elaborazione di un protocollo di intesa armonica con gli enti assicurativi e quelli pensionistici per una collaborazione più sistematica (quale supporto di carattere amministrativo-istruttorio su pratiche esposti);</li>
<li>Un piano regionale sull&#8217;amianto per la questione riguardante la rilevazione dei siti inquinati, le bonifiche, la discarica-stoccaggio provvisorio e l&#8217;inertizzazione, con possibile futura espansione transfrontaliera;</li>
<li>Un accordo con le associazioni rappresentative del sistema delle autonomie – quali Federsanità-ANCI e AICCRE – per un&#8217;intensificazione dell&#8217;attività di comunicazione responsabile, con e per i cittadini, in stretta collaborazione con gli Enti locali e le Aziende sanitarie in un ambito regionale, ed una cooperazione transfrontaliera in grado di attivare anche risorse europee.</li>
</ol>
<p>Come si evince dalla lettura dei cinque punti, il ruolo socio-sanitario assume un carattere primario. Con ciò auspicando una possibile gradita collaborazione con l&#8217;Ente Regione, gli Assessorati competenti ma anche con l&#8217;organo legislativo qui rappresentato da questa spettabile III Commissione del Consiglio regionale Friuli Venezia Giulia.</p>
<p>Vi sono inoltre alcuni punti particolari, per i quali vorremmo confrontarci con il presidente ed i consiglieri commissari nel corso dell&#8217;audizione di martedì 22 giugno prossimo venturo, fra i quali:</p>
<ul>
<li>modifiche alla legge regionale 22/2001 (e succ. mod.)</li>
<li>costituzione di un Fondo di rotazione a garanzia anticipazioni su Fondi FERS</li>
<li>presentazione principali attività EARA onlus per il 2010</li>
</ul>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;"><strong>Ufficio Stampa EARA</strong></p>
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		<title>Amarezza ma anche speranza e determinazione</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 22:41:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PaoloR</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sette maggio 2010, leggiamo sul quotidiano IL PICCOLO un articolo di cronaca sulla “Divisione nel fronte della ricerca” a Trieste che, forse troppi ancora non capiscono, rappresenta un’eccellenza proprio nel settori della ricerca. Dieci maggio 2010, sempre dalle pagine dello stesso quotidiano, un campanello d’allarme suona opportunamente (l’ennesima volta) sui problemi di Trieste (e non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sette maggio 2010, leggiamo sul quotidiano <em>IL PICCOLO</em> un articolo di cronaca sulla “Divisione nel fronte della ricerca” a Trieste che, forse troppi ancora non capiscono, rappresenta un’eccellenza proprio nel settori della ricerca. Dieci maggio 2010, sempre dalle pagine dello stesso quotidiano, un campanello d’allarme suona opportunamente (l’ennesima volta) sui problemi di Trieste (e non solo di essa), questa volta con un’acuta riflessione dal titolo “L’idea di Zaia e l’Euroregione”. Sedici maggio 2010, giornata mondiale dell’ammalato oncologico. C’è uno stretto legame fra quest’ultimo avvenimento e gli articoli citati. Vediamo di spiegare il perché. Nel 2010 moriranno in Italia, per mesotelioma pleurico o peritoneale (neoplasie causate – inequivocabilmente, lo afferma la Scienza medica – dall’inalazione delle fibre d’amianto… a distanza di quarant’anni e più), oltre 1200 persone. Per questa malattia letale non esistono né diagnosi precoce, né cura. Siccome dalla diagnosi al decesso trascorrono mediamente 6/8 mesi, molti forse non hanno neanche fatto in tempo a “vivere” questo evento/memento oncologico. Comunque è importante che sia l’opinione pubblica a prenderne atto e, credetemi, non è affatto facile. Troppo lontano dai miti e simboli della società odierna: siamo tutti giovani, siamo tutti belli, stiamo tutti bene. Difficilmente, quindi, gli stessi media se ne occupano. Non fa <em>audience</em>, pochi ascoltano. Ma come non ne parlano, si dirà, sono sempre – o quasi – in prima pagina le notizie sull’amianto: iniziati i processi penali a Torino, anche quelli di Gorizia; Guariniello e Daidda – procuratori generali – sono valorosi magistrati conosciuti ormai da tutti. Ecco, proprio questo fa (o dovrebbe fare) discutere. Si parla e scrive tanto dei processi penali ed è giusto farlo, di costituzione di parti civili, di (giuste) richieste risarcitorie milionarie, insomma di soldi per “tutti” ma sono pochi a chiedersi e lo chiedono con forza alle Istituzioni: come mai non si parla e scrive di ricerca medica? Come mai non si investe nella ricerca medica? Eppure le cure ancora non esistono e in futuro (nel 2020) vi sarà un picco nelle morti per  mesoteliomi (oltre 150 nel Friuli Venezia Giulia ed oltre 300 nel Veneto) – raddoppieremo gradualmente gli ammalati e i decessi – se non si interviene in tempo. Ebbene c’è chi di questo lo chiede già da oltre due anni e lo ha fatto guardando ad una macro area socio-sanitaria ed ambientale che si individua in quella che è l’Euroregione fra i territori del Veneto, del Friuli Venezia Giulia, della Carinzia e, in itinere, la Slovenia e nel futuro anche la Crozia (Regioni adriatica e montana). Questa realtà è l’EARA (European Asbestos Risks Association), un’onlus internazionale espressione quindi del mondo civile nel cui statuto (gennaio 2008) all’art. 3 compare l’Euroregione (conseguente l’adozione del regolamento CE con il quale viene istituito il Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale – GECT). Associazione che ha fra i suoi scopi prioritari quelli di promuovere la ricerca medica e la difesa ambientale e non soltanto sul tema amianto, per evitare nel futuro il ripetersi di disastri quali quello provocato dall’impiego dell’amianto. Il tutto nell’ottica della sussidiarietà, principio cardine nella CE. Il progetto (Euroregione) ce l’abbiamo già e l’EARA, attraverso la Zveza Sabs (Sindacato sloveno), sta operando per facilitare/accelerare l’ingresso della Slovenia. Quindi la Società civile ci crede ed è pronta a contribuire con contenuti socio-sanitari ed ambientali. La ricerca? C’è già chi se ne occupa ma ha bisogno di finanziamenti che si possono e debbono trovare nella CE. Volontà, coordinamento e determinazione è ciò che serve. Le troveremo? Tutto dipende, come sempre e senza scuse, da noi stessi.</p>
<p style="text-align: right;">dott. Roberto Fonda</p>
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		<title>Corso di aggiornamento &#8216;Epidemiologia dei mesoteliomi maligni in Italia&#8217;  Trieste, 7 maggio 2010, MIB School of Management</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 20:44:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PaoloR</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quali sono gli ambienti di lavoro ove l&#8217;amianto ha lasciato e sta a tutt&#8217;oggi lasciando una scia di morte senza soluzione di continuità? Quale ruolo possono svolgere importanti strumenti di analisi dei dati raccolti dagli esperti come i Registri dei Mesoteliomi, tanto a livello regionale quanto a livello nazionale? A queste e ad altre domande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quali sono gli ambienti di lavoro ove l&#8217;amianto ha lasciato e sta a tutt&#8217;oggi lasciando una scia di morte senza soluzione di continuità? Quale ruolo possono svolgere importanti strumenti di analisi dei dati raccolti dagli esperti come i Registri dei Mesoteliomi, tanto a livello regionale quanto a livello nazionale? A queste e ad altre domande si è cercato di rispondere nel Corso di Aggiornamento sul tema &#8216;Epidemiologia dei mesoteliomi maligni in Italia&#8217;, tenutosi venerdì 7 maggio scorso presso il MIB School of Management del Ferdinandeo a Trieste su iniziativa del  Registro Mesoteliomi della Regione Friuli Venezia Giulia, di cui è responsabile la dottoressa Renata De Zotti, al quale va un plauso per l&#8217;ottima organizzazione dell&#8217;evento, grazie anche alla professionalità dimostrata dagli oratori che vi hanno partecipato.</p>
<p>Hanno rappresentato l&#8217;EARA nell&#8217;occasione il segretario Renato Milazzi e l&#8217;autore del presente articolo.</p>
<p>Il Corso, che ha avuto luogo nel salone principale del MIB gremito in ogni ordine di posti,  si è svolto in due fasi. Nella mattinata, dopo i saluti al pubblico e la presentazione da parte del dott. Roberto Ferri (direttore Area Prevenzione e Promozione Salute, regione aut. FVG) e del dott. Mauro Melato (Presidente della Commissione Amianto, regione aut. FVG), si sono susseguiti gli interventi &#8211;  brillantemente moderati dal dott. Massimo Bovenzi (U.C.O. Medicina del Lavoro, Trieste) &#8211; del dott. Alessandro Marinaccio, del Registro Nazionale Mesoteliomi (Roma); del dott. Dario Mirabelli, del Registro regionale Mesoteliomi del Piemonte; del dott. Stefano Silvestri, del Registro regionale Mesoteliomi della Toscana; del dott. Pietro Gino Barbieri, del registro Mesoteliomi della Provincia di Brescia; e della stessa Renata De Zotti. Nel pomeriggio, moderati dal dott. Corrado Negro (U.C.O. Medicina del Lavoro, Trieste), sono intervenuti anche il dott. Enzo Merler, del Registro regionale dei Casi di Mesotelioma del Veneto, ed il dott. Fernando Luisi, dell&#8217;INAIL regionale FVG.</p>
<p>Il dott. Marinaccio ha elogiato la Regione Friuli Venezia Giulia come una fra le più virtuose nello studio e nelle cure del mesotelioma, ed ha altresì evidenziato che – contrariamente a quanto viene dato a credere – è l&#8217;edilizia il settore in Italia che sta registrando il più alto numero di casi della suddetta malattia, mettendo addirittura in secondo piano settori un tempo ritenuti fra i più pericolosi per la salute come la cantieristica navale e le aziende specializzate nella demolizione di materiale rotabile ferroviario. Un attento monitoraggio viene svolto dalle istituzioni sanitarie e scientifiche oggigiorno soprattutto su quei lavoratori impiegati nelle bonifiche dell&#8217;amianto.</p>
<p>Il dott. Mirabelli, la cui relazione si è svolta in due fasi, ha illustrato a grandi linee la situazione amianto a livello mondiale per quanto concerne quei Paesi come il Brasile, il Canada, la Cina, l&#8217;India e la Russia, che non intendono cessarne né la produzione né l&#8217;esportazione, e ricorda che la prima registrazione della mortalità da mesoteliomi a livello nazionale avvenne in Inghilterra nel 1967, con la menzione sul certificato di morte della stessa malattia. In quell&#8217;anno furono ben 2100 i casi registrati. Nella seconda fase, Mirabelli ha relazionato sulle esposizioni extraprofessionali all&#8217;asbesto in Piemonte: la percentuale dei mesoteliomi dovuti a questo fattore si attesta sul 10,6%.</p>
<p>Il dott. Silvestri ha dato una linea di continuità alla relazione di Marinaccio, restando in tema di edilizia ed evidenziando i rischi corsi dagli operatori del settore, come i manovali ed i muratori, soprattutto nei rami delle demolizioni, trivellazioni e perforazioni; nell&#8217;uso e nella manutenzione di macchinari con parti contenenti amianto (ferodi); nella rimozione di opere idrauliche, come le condotte idriche, ove è stata fatto largo impiego della micidiale crocidolite. Aumenta il periodo di latenza della malattia, e in 1461 casi di mesotelioma accertati gli ammalati hanno visto almeno un periodo di lavoro nel settore in questione.</p>
<p>Un altro ramo industriale che purtroppo non è immune da casi di mesotelioma è quello del tessile: il dott. Barbieri, nel corso della sue relazione, anch&#8217;essa in due fasi, ha illustrato dati alla mano che dal 1978 al 2004 nella sola provincia di Brescia sono stati rilevati 335 casi di operaie colpite da mesotelioma. A parziale spiegazione di ciò, nei telai Sulzer, di fabbricazione elvetica, utilizzati per la tessitura del cotone, i dischi della frizione erano in amianto crisotilo. Il registro regionale mesoteliomi della Lombardia riconosce l&#8217;esposizione certa per coloro che hanno lavorato nel settore suddetto. Tuttavia, se c&#8217;era necessità di ribadirlo, nella seconda fase del suo intervento Barbieri, parlando del conteggio delle fibre di amianto nei tessuti, indica i lavoratori delle fabbriche di cemento amianto del bresciano come fra i più a rischio, con casi recanti un carico di cento milioni di fibre/litro.</p>
<p>La dott.ssa De Zotti ha relazionato sui mesoteliomi nel genere femminile. Seppure il numero di donne che lavorano è indubbiamente inferiore a quello degli uomini, esse rappresentano il 30% della casistica legata ai mesoteliomi. Inoltre rappresentano il 62% quelle donne che hanno contratto un mesotelioma a seguito di un&#8217;esposizione non tutelata dal punto di vista assicurativo. L&#8217;esposizione extraprofessionale avviene prevalentemente in famiglia attraverso il coniuge lavoratore (64% dei casi) ed i genitori (23% dei casi).</p>
<p>Il dott. Merler, dopo aver iniziato con una relazione sui problemi aperti a seguito della denuncia e riconoscimento dei mesoteliomi, ha illustrato tre documenti poco conosciuti risalenti agli anni 1984, 1986 e 1987 i quali hanno messo in evidenza dati non noti ai più. Appurato che l&#8217;esposizione all&#8217;amianto e le concentrazioni di tale sostanza, sia in ambito lavorativo che paralavorativo, possono essere assai diversificate, una volta che le fibre penetrano nell&#8217;organismo quelle dell&#8217;amianto crisotilo vengono distrutte dopo alcune settimane, o al massimo entro qualche mese, mentre le fibre dell&#8217;anfibolo hanno tempi assai più dilatati, con maggior rischio di insorgenza del mesotelioma.</p>
<p style="text-align: right;">Sergio Sghedoni</p>
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		<title>28 aprile 2010 &#8211; Giornata mondiale per le vittime dell&#8217;amianto e Giornata internazionale per la sicurezza e salute sui posti di lavoro. Conferenza stampa EARA – Zveza SABS, Nova Gorica (Slovenia)</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 14:46:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PaoloR</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La European Asbestos Risks Association (EARA) onlus di Trieste, in collaborazione con la Zveza SABS (Sindacato esposti amianto della Slovenia), hanno celebrato nella mattinata di mercoledì 28 aprile 2010 presso la Sala Conferenze della Camera di Commercio ed Artigianato a Nova Gorica la Giornata mondiale per le vittime dell&#8217;amianto e la Giornata internazionale per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La European Asbestos Risks Association (EARA) onlus di Trieste, in collaborazione con la Zveza SABS (Sindacato esposti amianto della Slovenia), hanno celebrato nella mattinata di mercoledì 28 aprile 2010 presso la Sala Conferenze della Camera di Commercio ed Artigianato a Nova Gorica la Giornata mondiale per le vittime dell&#8217;amianto e la Giornata internazionale per la sicurezza e salute sui posti di lavoro.</p>
<p>Sono intervenuti il presidente della Zveza SABS, Bojan Goljevšček; il presidente della EARA onlus, Paolo Tomatis; il presidente dell&#8217;AeA ed altri rischi ambientali Padova, Giuseppe Turretta; l&#8217;ex console della Compagnia portuale di Trieste, Paolo Hikel.</p>
<p>Gli argomenti trattati hanno riguardato le tematiche inerenti la prevenzione, sia in termini di ricerca medica, vista la carenza di diagnosi precoce e cure, che in termini di tutela ambientale, intesa non solo del posto di lavoro, ma anche in senso generale per le note implicazioni degli innumerevoli manufatti in cemento amianto – spesso degradati, ovvero in grado di liberare nell&#8217;aria le micidiali microfibre – che praticamente si trovano dappertutto.</p>
<p>Nell&#8217;occasione è stata ribadita la volontà dell&#8217;EARA onlus nel perseguire quindi, oltre all&#8217;appoggio della ricerca medica che con grandi difficoltà economiche i ricercatori stanno comunque portando avanti, anche il problema delle bonifiche per le quali si perseguono, previa la mappatura dei siti inquinati, le nuove &#8216;tecnologie del calore&#8217; in tema di inertizzazione con recupero industriale dei materiali contenenti amianto; fatte salve tutte le garanzie per evitare qualsivoglia inquinamento indotto.</p>
<p>Infine, è stato presentato il nuovo periodico associativo multilingue <em>EARAnews</em> (italiano, sloveno, croato, tedesco, inglese e francese) dal direttore Roberto Fonda che ha voluto altresì sottolineare che il numero 1 è stato dedicato principalmente al Convegno internazionale &#8216;Amianto, lo Stato dell&#8217;Arte: ambiente e salute&#8217;, tenutosi lo scorso febbraio alla Stazione marittima. Un pressante invito è stato rivolto ai numerosi media presenti (giornali e radiotelevisioni) sia sloveni che italiani per quanto riguarda l&#8217;importanza che viene attribuita all&#8217;ingresso della Slovenia nella macroarea socio-sanitaria ed ambientale (così già individuata di fatto dall&#8217;EARA stessa) con la sollecita acquisizione del regolamento comunitario GECT. Euroregione che rappresenta una importante risorsa per la pacifica cooperazione dei popoli contermini.</p>
<p style="text-align: right;">articolo di Toberro</p>
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		<title>Giornata Mondiale per le Vittime da Amianto e la Giornata internazionale della salute e sicurezza sul lavoro</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 20:56:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PaoloR</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 28 aprile alle ore 10.30 presso la Sala Conferenze della Camera di Commercio e dell&#8217;Artigianato (primo piano) in via Gradnikove Brigade 6 a Nova Gorica (Slovenia) verranno celebrate la Giornata Mondiale per le Vittime da Amianto e la Giornata internazionale della salute e sicurezza sul lavoro, in collaborazione con i nostri partners e soci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mercoledì 28 aprile alle ore 10.30</strong> presso la Sala Conferenze della Camera di Commercio e dell&#8217;Artigianato (primo piano) in via Gradnikove Brigade 6 a Nova Gorica (Slovenia) verranno celebrate la <strong>Giornata Mondiale per le Vittime da Amianto e la Giornata internazionale della salute e sicurezza sul lavoro</strong>, in collaborazione con i nostri partners e soci della Zveza SABS.<br />
Interverranno Paolo Tomatis (presidente EARA onlus), Bojan Goljevšček (presidente Zveza SABS e vicepresidente EARA onlus), e Giuseppe Turretta (presidente AeA ed Altri Rischi Ambientali Padova e vicepresidente EARA onlus).<br />
Sarà presentato inoltre dal direttore responsabile Roberto Fonda il primo numero di <strong>EARAnews</strong>, rivista quadrimestrale multilingue della nostra associazione.</p>
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		<title>Articolo di Angelo Viscovich</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 08:41:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“L’Euroregione, intesa come forma di cooperazione stabile e rafforzata tra territori appartenenti a stati nazionali diversi, fornisce una soluzione concreta all’esigenza di coordinare l’azione di governo,……,di sviluppare e realizzare progetti comuni a favore delle comunità locali nei campi della sanità, dell’ambiente, dei servizi di pubblica utilità. L’adozione del regolamento CE n.1082 del 5 luglio 2006,da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>L’Euroregione, intesa come forma di cooperazione stabile e rafforzata tra territori appartenenti a stati nazionali diversi, fornisce una soluzione concreta all’esigenza di coordinare l’azione di governo,……,di sviluppare e realizzare progetti comuni a favore delle comunità locali nei campi della sanità, dell’ambiente, dei servizi di pubblica utilità.</em></p>
<p><em> L’adozione del regolamento CE n.1082 del 5 luglio 2006,da parte del Parlamento Europeo e del Consiglio, con il quale viene istituito il Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale (GECT) rappresenta la più rilevante novità a favore della cooperazione tra enti territoriali.”</em></p>
<p>Quando scrivevo queste cose in preparazione del libro “Verso un’Euroregione speciale” pubblicato ad opera dell’Associazione dei Comuni, dei Consigli e Regioni d’Europa, nel porre la sanità quale terreno prioritario di cooperazione transnazionale non avevo in testa un progetto specifico. Non sapevo che nello stesso periodo, gennaio 2008, un’ associazione, denominata “European Association Asbestos Risks (EARA)”espressione della società civile,  stava definendo i propri obiettivi statutari di “..<em>una maggiore e migliore tutela ambientale per la salute, con il riconoscimento anche di un’adeguata sicurezza ed assistenza in particolare per gli esposti all’amianto già colpiti da malattie asbesto correlate o comunque a rischio delle stesse</em>….”  ponendoli “<em>nell’ottica della costituenda Euroregione</em>” (art.3 dello Statuto di EARA). Ho subito condiviso con gli amici Roberto Fonda (Presidente di EARA) e Ferruccio Diminich l’approccio euroregionale al problema di tutela ambientale per la salute, la volontà espressa di costituire un sistema a rete per una rapida circolazione transnazionale delle informazioni relative e di promuovere la collaborazione medico-epidemiologica fra Enti/Istituzioni e Centri di Ricerca operanti nella nostra Regione, in Veneto, in Carinzia, in Slovenia e in Croazia. Ero particolarmente felice dell’incontro con Roberto e Ferruccio a Udine, nel settembre del 2008 in occasione di un convegno sui temi dell’Euroregione organizzato dall’AICCRE e dell’accoglienza loro riservata  dal Presidente di Federsanità- ANCI, dottor Pino Napoli e dal segretario generale regionale dell’AICCRE  Lodovico Nevio Puntin. Ho pensato allora che forse si sarebbe potuto avverare  quanto annunciato dal Governatore del FVG, Renzo Tondo, riportato in un articolo del Messaggero Veneto, 11 maggio 2008, firmato da Tommaso Cerno, “<em>dare concretezza ai progetti di collaborazione internazionale a partire dall’Euroregione. A me piacciono le cose che hanno un contenuto concreto. E penso che si possa partire proprio dalla sanità</em>”  Il Presidente si riferiva più precisamente ad un call center transfrontaliero per le emergenze in autostrada da organizzare a livello interregionale e internazionale tra i soggetti coinvolti in Alpe Adria e nell’Euroregione.</p>
<p>A questo punto credo che non sia così rilevante   partire con un’ Euroregione  micro o macro o con Alpe Adria, ma sia importante affrontare con un approccio pragmatico il problema amianto, un problema emergente,  “sensibile”, sul quale la società civile, il sistema delle autonomie locali , la nostra Regione, le università e il mondo della ricerca, l’INAIL e il mondo sindacale facciano un salto di qualità e con grande senso di responsabile collaborazione puntino all’attivazione di fondi europei mirati alla ricerca medica e scientifica sui tumori d’amianto. L’OMS prevede in Italia dalle 2000 alle 3000 vittime/anno tra il 2015 e il 2020, in Friuli Venezia Giulia 150 vittime/anno nello stesso periodo. Nell’Europa occidentale, entro il 2025, secondo le stime supportate dai dati del professor Julian Peto, dell’Institute of Cancer Research di Londra, avremo una perdita di 250.000 vite umane  a causa del mesotelioma  pleurico, una neoplasia specifica connessa con l’esposizione all’amianto. Purtroppo, a tutt’oggi , non esiste cura per questa patologia. I tassi di incidenza e di mortalità sono quindi quasi identici. Per questi motivi condivido la scelta fatta da EARA di puntare sulla ricerca scientifica medico-genomica e sulle interazioni genetico-ambientali con un approccio di tipo transnazionale, con l’obiettivo di applicare le conoscenze di base nelle applicazioni per la prevenzione, la diagnosi precoce e la cura. E siccome su questo terreno e più in generale sulla salute, un campo complesso, di carattere transnazionale,  il singolo Stato non ha il controllo completo dei fattori interagenti e  di conseguenza non è in grado di realizzare programmi efficaci, è realistico rivendicare l’azione comunitaria per meglio conseguire l’obiettivo.</p>
<p>Sono convinto che questa sia la strada giusta sulla quale valga la pena di spendersi.</p>
<p>In sede AICCRE, va dato atto ai colleghi dirigenti, al segretario generale Puntin e al Presidente Martini, c’è stata l’adesione immediata al progetto , all’approccio al problema, al percorso individuato dall’EARA. Difatti l’AICCRE ha stanziato 3400,00 euro per il Convegno internazionale di metà febbraio a Trieste e si è impegnata a far parte della rete a sostegno. Sulla base dell’art.137 del Trattato che istituisce la Comunità europea, il 20 novembre 2009, dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell’Unione Europea è stata adottata la nuova direttiva sulla “protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un’esposizione all’amianto durante il lavoro”. Il 15° e il 16° “considerando” della Direttiva ci fanno ben sperare perché per la prima volta si cita l’”<em>individuazione precoce delle patologie dovute all’amianto</em>” e si ripropone il possibile intervento della Comunità stante il fatto che “<em>l’obiettivo dell’azione prevista non può essere realizzato in misura sufficiente dagli Stati membri..”</em> Speriamo sia la volta buona.</p>
<p>Sono convinto che l’obiettivo salute  sia un potente obiettivo della politica di coesione sociale in un’area come la nostra e che partendo dalla sanità un Gruppo Europeo Cooperazione Territoriale (GECT) possa nascere in tempi rapidi, essere dotato di risorse adeguate, operare nel campo della ricerca genetica e ottenere entro il 2020 risultati concreti.</p>
<p>Angelo Viscovich</p>
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		<title>“AMIANTO: LO STATO DELL’ARTE, AMBIENTE E SALUTE”- sabato 13 febbraio &#8211; Trieste</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 20:37:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Amianto: lo stato dell’arte, ambiente e salute” è il titolo del convegno tenutosi sabato 13 febbraio 2010 a Trieste, presso la sala Oceania del Centro Congressi della Stazione Marittima. Essendo la Prevenzione (Ambiente) e la Salute la mission dell’EARA onlus, pur nel rispetto delle lotte per i riconoscimenti economici e la Giustizia perseguiti dal movimento associazionistico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“<strong>Amianto: lo stato dell’arte, ambiente e salute”</strong> è  il titolo del convegno tenutosi <strong>sabato 13 </strong><strong>febbraio  2010 </strong>a Trieste, presso la sala Oceania del <strong>Centro  Congressi della Stazione Marittima</strong>.</p>
<p>Essendo la Prevenzione (Ambiente) e la Salute la mission dell’<strong>EARA  onlus</strong>, pur nel rispetto delle lotte per i riconoscimenti  economici e la Giustizia perseguiti dal movimento associazionistico  italiano e non solo, si è voluto organizzare un Convegno che faccia il  punto della situazione della ricerca sulle malattie asbesto correlate,  con particolare riguardo alla macroarea socio-sanitaria ed ambientale di  pertinenza.</p>
<p>L’incontro ha avuto lo scopo di sollecitare e verificare un  potenziale network di eccellenza scientifica nello stesso territorio,  quale “centro” di conoscenza sviluppato in una logica di coordinamento  transregionale-nazionale (GECT).</p>
<p>L’incontro è stato moderato dal prof. <strong>Emilio Mortilla </strong>-  presidente Ageing Society &#8211; Osservatorio Terza Età, Roma.</p>
<p><a href="http://www.earaonline.eu/wp-content/uploads/invito-eara2.pdf">Scarica il programma del convegno</a></p>
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		<title>STORIA FINITA O INFINITA?</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 14:44:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jessica</dc:creator>
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		<category><![CDATA[news]]></category>
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		<description><![CDATA[Una lunga storia, quella dell&#8217;amianto. Una storia nella quale le libere Associazioni hanno un ruolo che senz&#8217;altro ha assunto grande rilevanza nel fare scoprire un fenomeno fino a pochi anni fa (mi)sconosciuto, ma oggi? Oggi il “fenomeno” si è evoluto e poche sono ancora le Associazioni che l&#8217;hanno capito. Era stata un&#8217;intuizione (di chi scrive [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una lunga storia, quella dell&#8217;amianto. Una storia nella quale le libere Associazioni hanno un ruolo che senz&#8217;altro ha assunto grande rilevanza nel fare scoprire un fenomeno fino a pochi anni fa (mi)sconosciuto, ma oggi? Oggi il “fenomeno” si è evoluto e poche sono ancora le Associazioni che l&#8217;hanno capito.</p>
<p>Era stata un&#8217;intuizione (di chi scrive e di Ferruccio Diminich) il convegno organizzato dagli stessi nel 2007 che poneva una domanda: “<em>… sussidiari o sostitutivi?</em>” Naturalmente era una domanda pleonastica, ovvero si doveva cambiare: non più soltanto antagonisti ed in guerra con tutti, bensì sussidiari – seduti ai tavoli con pari dignità,  per risolvere insieme i problemi – alle  stesse Istituzioni. Inoltre, sebbene nel pieno rispetto delle giuste battaglie legali (in sede civile e penale), “dimenticare” che esiste il <strong>problema della Salute</strong> che non può e deve risolversi soltanto con una “monetizzazione” è una colpa grave.</p>
<p>Queste riflessioni, che devono poi tradursi in progettualità e concretizzarsi sul campo, a chi giovano?</p>
<p>A coloro i quali hanno saputo realizzare che senza diagnosi precoce e cure intorno al 2018/2020 “subiremo” il previsto “picco” di malattie e decessi.</p>
<p>Un autorevole relatore, intervenendo al recente <strong>World Conference ISPESL</strong> a Taormina affermò, illustrando dei grafici comparativi fra malattie e consumi d&#8217;amianto (tenendo conto della lunga latenza, circa quarant&#8217;anni), che “<em>purtroppo dobbiamo pazientare ed attendere ancora una decina d&#8217;anni, prima di vedere scendere la curva delle malattie e dei decessi attualmente in forte aumento</em>”. I due rappresentanti dell&#8217;<strong>EARA </strong>sono sobbalzati di fronte a tale “rassegnata” dichiarazione: ma come, “attendere passivamente”?No!</p>
<p>Si deve – perlomeno tentare, con determinazione – dare una risposta agli attuali e futuri ammalati, soprattutto per i micidiali mesoteliomi che non hanno cure efficaci. Possibile che si parli di milioni di euro per (giustificati, non fraintendiamo&#8230;) indennizzi e risarcimenti danni e nessuno parli di investimenti nella ricerca? Purtroppo sopravvive  da troppi decenni la “sub-cultura della monetizzazione della salute”. Così associazioni che svolgevano un ottimo lavoro di sensibilizzazione ed assistenza amministrativa – anche aiutate da ottuse oltre che ingiuste scelte politiche e cieche resistenze di enti sordi a “tutte” le istanze – sono diventate meri uffici distaccati di studi legali, spesso ubriacate da cause temerarie. Sovente anche le asserite volontà di unità, vengono sminuite o vanificate da alcuni atteggiamenti disgregatori, tanto squalificanti per chi li mette in atto, quanto controproducenti per tutto il movimento del pur benemerito associazionismo.  Affiorano qua e là anche – quantomeno discutibili – speculazioni su tragedie altrui. E la salute? La salute viene perseguita da pochi ed incontra non pochi ostacoli.</p>
<p>L&#8217;<strong>EARA </strong>è fra questi, avendo abbandonato la logica del “localismo” per abbracciare una macroarea socio-sanitaria ed ambientale transfrontaliera in un&#8217;ottica europeistica (EU – GECT). Come scrisse Goldoni:  “senza bada ai fischi dei pedanti, frusta l&#8217;asino in corsa e tira avanti”.</p>
<p>Roberto Fonda</p>
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		<title>“AMIANTO: LO STATO DELL’ARTE, AMBIENTE E SALUTE”- sabato 13 febbraio &#8211; Trieste</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 11:28:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jessica</dc:creator>
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		<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[incontri]]></category>
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		<description><![CDATA[“Amianto: lo stato dell&#8217;arte, ambiente e salute&#8221; è il titolo del convegno che si terrà sabato 13 febbraio 2010 a Trieste, presso la sala Oceania del Centro Congressi della Stazione Marittima. Essendo la Prevenzione (Ambiente) e la Salute la mission dell’EARA onlus, pur nel rispetto delle lotte per i riconoscimenti economici e la Giustizia perseguiti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.earaonline.eu/wp-content/uploads/tramonto-sulle-rive-a-trieste.jpg"><img class="size-medium wp-image-216 alignleft" title="tramonto-sulle-rive-a-trieste" src="http://www.earaonline.eu/wp-content/uploads/tramonto-sulle-rive-a-trieste.jpg" alt="" width="167" height="125" /></a>“<strong>Amianto: lo stato dell&#8217;arte, ambiente e salute&#8221;</strong> è il titolo del convegno che si terrà <strong>sabato 13 </strong><strong>febbraio 2010 </strong>a Trieste, presso la sala Oceania del <strong>Centro Congressi della Stazione Marittima</strong>.</p>
<p>Essendo la Prevenzione (Ambiente) e la Salute la mission dell’<strong>EARA onlus</strong>, pur nel rispetto delle lotte per i riconoscimenti economici e la Giustizia perseguiti dal movimento associazionistico italiano e non solo, si è voluto organizzare un Convegno che faccia il punto della situazione della ricerca sulle malattie asbesto correlate, con particolare riguardo alla macroarea socio-sanitaria ed ambientale di pertinenza.</p>
<p>L&#8217;incontro avrà inoltre lo scopo di sollecitare e verificare un potenziale network di eccellenza scientifica nello stesso territorio, quale “centro” di conoscenza sviluppato in una logica di coordinamento transregionale-nazionale (GECT).</p>
<p>L&#8217;incontro sarà moderato dal prof. <strong>Emilio Mortilla </strong>- presidente Ageing Society &#8211; Osservatorio Terza Età, Roma.</p>
<p><a href="http://www.earaonline.eu/wp-content/uploads/invito-eara1.pdf" target="_self"><strong>Scarica il programma del convegno&gt;</strong></a></p>
<p><a href="http://www.earaonline.eu/?page_id=225" target="_self"><strong>Pre-iscrizione on line (obbligatoria per ricevere materiali scientifici e per segnalare la partecipazione per eventuali accrediti universitari od altro, laddove utile) &gt;</strong></a></p>
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		<title>AMIANTO &#8211; un percorso di sorveglianza sanitaria</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 11:06:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Video realizzato dalla Regione Autonoma Fiuli Venezia Giulia &#8211; Direzione centrale salute e protezione sociale e Commisione regionale sull&#8217;amianto. Amianto&#8230;. se ne parla, molto. Poco però si è visto finora riguardo alla facile e chiara informazione sulle malattie conseguenti all&#8217;esposizione, sulla loro diagnosi e su ciò che i cittadini possono avere in base al programma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Video realizzato dalla Regione Autonoma Fiuli Venezia Giulia &#8211; Direzione centrale salute e protezione sociale e Commisione regionale sull&#8217;amianto.</p>
<div id="videobox"><script type='text/javascript' src='http://www.earaonline.eu/wp-content/plugins/hana-flv-player/flowplayer3/example/flowplayer-3.1.1.min.js'></script>
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<p><strong>Amianto&#8230;. se ne parla, molto.</strong></p>
<p>Poco però si è visto finora riguardo alla facile e chiara informazione sulle malattie conseguenti all&#8217;esposizione, sulla loro diagnosi e su ciò che i cittadini possono avere in base al programma di sorveglianza sanitario avviato dalla <strong>Regione Autonoma Fiurli Venezia Giulia</strong>, in ottemperanza a quanto previsto dalla Legge regionale <strong>n.22 del 12 settembre 2001</strong>. Ed è proprio a tali carenze che il DVD allegato vuole rispondere, sfruttando una tecnologia ancora poco esplorata come strumento di comunicazione con i cittadini ma che, distribuito su larga scala, <strong>permetterà a chiunque di apprendere in maniera immediata qualcosa di piu sul tema dell&#8217;amianto</strong>; al vasto e prezioso mondo dell&#8217;associazionismo e del volontariato di disporre di un ulteriore strumento informativo; al medico di medicina generale di avere un supporto per l&#8217;informazione sanitaria da garantire all&#8217;assistito.</p>
<p>Per la Commisione regionale sull&#8217;amianto che ha promosso unanimemente l&#8217;iniziativa, si tratta di un primo passo, importante, al fine di procedere &#8211; in una cornice di maggior conoscenza &#8211; al conseguimento degli obbiettivi a lei assegnati dalla nostra Regione.</p>
<p><strong>Mauro Melato</strong></p>
<p><em>Presidente Commisione regionale sull&#8217;amianto.</em></p>
<p>iNFO:</p>
<p>Realizzazione Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia</p>
<p>Ufficio Stampa &#8211; Produzioni Televisive</p>
<p>via Cantù, 10 34127 &#8211; Trieste &#8211; tel 040.5708357/8</p>
<p>TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI &#8211; SONO PROIBITI LA DUPLICAZIONE E L&#8217;UTILIZZO ANCHE DI SINGOLE PARTI</p>
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